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SOURCE: Chiampi, James T. “Tasso's Deconstructive Angel and the Figuration of Light in the Gerusalemme Liberata.” Stanford Italian Review 7, nos. 1-2 (1987): 111-27.
In the following essay, Chiampi maintains that Gerusalemme Liberata “is at constant pains to foreground its concern with unity, transparency, and univocal conformity” to an unchanging truth.
At the beginning of book two of the Discorsi del poema eroico, after establishing that the dignity of man arises from his capacity for intellectual choice, Tasso digresses on its virtue, prudence:
Ma qual'è più incerta, quale più instabile, quale più incostante della materia [della poesia]. Prudentissimo, dunque, conviene che sia colui il quale non s'inganni nello scegliere dove è tanta mutazione e tanta incostanza di cose: e la materia [della poesia] è simile ad una selva oscura, tenebrosa e priva d'ogni luce. La onde se l'arte non l'illumina, altri errarebbe senza scorta, e sceglierebbe peraventura il peggio in cambio del...
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